venerdì 19 settembre 2014

Andare d'accordo con gli altri

Quando si lavora, che la nostra azienda sia una ditta individuale, che la nostra professione sia quella di un libero professionista o che alle nostre dipendenze ci siano non meno di 40 persone..... è normale avere a che fare con altri individui.

Sembrerà incredibile ma ci sono alcune cose che si fanno e alcuni atteggiamenti che si assumono che ci rendono le cose più difficili.

Più difficile ottenere attenzione.
Più difficile ottenere esecuzione.
Più difficile ottenere produzione.
Più difficile ottenere più velocità ed efficienza.
E via dicendo.

E' qualcosa che risiede nella nostra libertà di scelta. Ovvero siamo noi a decidere liberamente di crearci ancor più problemi di quelli che già potremmo avere.

La mattina un lavoratore o un titolare di una ditta si alzano e indossano dei vestiti.
Questi vestiti sono abitudini e meccanismi operativi. Che si usano (indossano) ogni giorno e di cui, spesso, non siamo ben consapevoli.

Con questi vestiti andiamo al lavoro e abbiamo relazioni con altri. Colleghi, clienti, fornitori, pubblici impiegati, etc...

In queste relazioni non è infrequente avere difficoltà. Al fornitore chiediamo il servizio o prodotti. Al cliente chiediamo di acquistare il nostro lavoro o il nostro prodotto. Ai colleghi chiediamo collaborazione e sostegno. Ai pubblici impiegati chiediamo assistenza per il funzionamento dell'azienda. 
Ma il fornitore è menefreghista, non risponde e ci rimpalla. Ma il cliente è ostile e non compra. Ma i colleghi sono stupidi e lavativi e lasciano tutte le incombenze a noi. Ma il pubblico impiegato è un incompetenze e ci complica la vita.

La realtà è che, sebbene in ognuno ci siano ampie parti che necessitano un miglioramento, siamo più che altro noi a creare e mantenere alta una difficoltà di relazione con gli altri riguardo il nostro lavoro.

Con i fornitori non abbiamo sufficiente pazienza.
Con i clienti non riusciamo a comprendere in che modo poterli servire.
Con i colleghi non vediamo in che modo poterli aiutare.

Andare d'accordo con gli altri si basa su semplici e banali abitudini quotidiane che la maggior parte di noi VIOLA continuamente.
Se pensassimo, ad esempio, a come noi vorremmo essere trattati nel nostro lavoro, capiremmo subito quanto noi non usiamo questa attitudine con i nostri interlocutori.

A noi piacerebbe essere compresi nelle nostre difficoltà, essere tollerati quando nervosi, essere sostenuti quando impicciati.
E ci piacerebbe essere trattati con gentilezza. Vorremo anche il rispetto degli accordi. Vorremmo non dover ripetere le cose 10 volte. Vorremmo che gli altri facessero ciò che devono e non ciò che possono.
Vorremmo pazienza quando qualcosa va storto. Vorremmo non essere criticati 24 ore al giorno.

Ma pensiamo che agli altri non piacciano le stesse cose? Non credete che a tutti piaccia il rispetto degli accordi, la gentilezza, l'attenzione, la pazienza e l'incoraggiamento.

Dobbiamo buttar via le brutte abitudini che da troppo tempo indossiamo. Una di queste è porre sempre e continuamente l'attenzione su ciò che non va bene.
Se non smettiamo di fare questo di continuo, presto o tardi, non faremo altro che vedere cose che non vanno.
Anche quando c'è qualcosa che funziona e gira.
E correremmo il rischio di impedire a quel poco che funziona di funzionare e ci ritroveremmo veramente in una situazione disperata.

Andare d'accordo con gli altri è un'assunzione di responsabilità. E' in primo luogo una decisione.
Se abbiamo deciso di scontrarci con gli altri, è sicuro che riusciremmo (in un qualche modo) nell'impresa.

Esistono precisi modi di interagire dentro un gruppo e con i gruppi.
La Learning School si occupa di illustrare agli imprenditori queste informazioni tramite corsi, formazione specifica e consulenza.

Contattaci per approfondire il discorso.

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